Home > Cosa fare per >  A CHI MI DEVO RIVOLGERE?

HO TROVATO UN CANE VAGANTE

< Torna Indietro

A CHI MI DEVO RIVOLGERE?

Quando si incontra un cane che vaga da solo, e liberamente fuori dal controllo di un essere umano che ne sia il proprietario o anche solamente il possessore temporaneo, viene spontaneo preoccuparsi per la sua incolumità e per i rischi che ciò potrebbe comportare, come per esempio incidenti stradali o aggressioni a persone; spesso il pensiero va anche a un eventuale proprietario, al quale il cane potrebbe essere incidentalmente sfuggito, e che vorrebbe certamente che gli fosse restituito al più presto.

Spontaneamente ci si pone quindi il problema del come fare a recuperare il cane, ma spesso questo non è affatto così semplice come potrebbe sembrare: infatti, a seconda della natura e dell’origine dell’animale, possono differire le modalità di avvicinamento e cattura e i problemi e i rischi cui si va incontro.

Potrebbe trattarsi infatti di un cane domestico, socievole e avvezzo al contatto con gli esseri umani, sfuggito incidentalmente alle cure premurose di un padrone, e che, spaventato da un ambiente ostile o diverso da quello a cui è abituato (come strade trafficate o luoghi sconosciuti) non riesce più a trovare la strada giusta per tornare a casa.

In altri casi potrebbe trattarsi di un cane domestico incustodito e abituato da un proprietario poco diligente, a fare il suo giretto nei dintorni della dimora abituale, perfettamente a suo agio nell’ambiente in cui si trova e assolutamente in grado di rientrare a casa da solo.

Alle volte si tratta effettivamente di animali domestici barbaramente abbandonati al loro destino da proprietari criminali.

In altri casi ancora potrebbe trattarsi di uno o più animali randagi e senza padrone, liberi di vagare alla ricerca delle risorse necessarie alla loro sopravvivenza (cibo e rifugio dalle intemperie).

In Lombardia la Legge Regionale 33/2009 al 2° comma dell’ Art. 110 prevede che:

“Chiunque ritrovi un cane vagante è tenuto a darne pronta comunicazione al dipartimento di prevenzione veterinario dell’ASL - omissis - o alla polizia locale del comune in cui è avvenuto il ritrovamento stesso, consegnandolo al più presto al canile sanitario o fornendo le indicazioni necessarie al suo ritiro. - omissis – “.

La violazione di questo articolo può essere punita con una sanzione amministrativa fino a 150 €.

Perciò quando si avvista e si riesce ad avvicinare un cane vagante, dopo essersi accertati che effettivamente non ci sia il proprietario nei dintorni, anche chiedendo ai passanti e agli abitanti della zona, la cosa più giusta da fare è avvisare telefonicamente l’ ufficio Municipale preposto o la Polizia Urbana locale, oppure il servizio veterinario dell’ASL, che anche fuori dagli orari d’ufficio garantiscono un servizio di pronta disponibilità, e seguire le istruzioni fornite dall’operatore con cui si entra in contatto.

In ogni caso bisogna sempre tenere presente che:
- L’intervento di cattura “fai da te” di un animale randagio è assolutamente da evitare: anche a causa dei numerosi rischi igienico sanitari (rabbia, parassitosi, infezioni, morsicature) e di sicurezza personale che esso comporta.

Inoltre molti Regolamenti di Igiene e Polizia Urbana vietano espressamente, pena pesanti sanzioni, la cattura dei cani randagi.

La cosa più giusta da fare in questi casi è avvisare i competenti Uffici Municipali, la Polizia Locale e l’ASL della “presenza di randagi” specificando i luoghi e la frequenza di avvistamento.

- Gli interventi per la cattura di animali poco avvezzi al contatto con l’uomo, o diffidenti o timidi o molto spaventati, in spazi aperti con ampie possibilità di fuga, o di rifugio in anfratti nascosti, non hanno quasi mai successo e possono comportare gravi rischi per la sicurezza e la salute propria e per quella dell’animale stesso.

- La cattura dell´animale è favorita se si riesce ad indurlo e mantenerlo temporaneamente sotto il proprio diretto controllo, in ambienti confinati (giardini, cortili, autorimesse, ecc.) anche attirandolo con alimenti per cani.

Il Servizio Veterinario dell’ASL o la Polizia Municipale provvederanno, per quanto di competenza ed avvalendosi di ditte specializzate, al ritiro o alla cattura ed al successivo trasferimento dell’animale presso il canile sanitario di riferimento, al fine di identificarlo e restituirlo a un eventuale proprietario oppure a mantenerlo in osservazione prima di cederlo al canile rifugio del Comune in cui è avvenuto il ritrovamento.

Solo ed esclusivamente quando si tratta di animali docili o particolarmente socievoli, che hanno quasi sempre un proprietario, e non è messa a rischio la sicurezza di persone o di cose, previa comunicazione al Dipartimento Veterinario dell’ASL e alla Polizia Locale è comunque possibile, muniti di un documento di identità, consegnare direttamente l’animale al canile sanitario durante gli orari di apertura del canile municipale fornendo le proprie generalità e circostanziando in modo dettagliato per iscritto il luogo e la data del ritrovamento.

Questa procedura è indispensabile, sia per evitare abusi (per es. la consegna di animali al fine di danneggiare altre persone con cui si hanno contenziosi o abbandono di animali di proprietà senza valide ragioni…), sia per facilitare la ricerca dell’eventuale proprietario e avere un riferimento nel caso siano necessarie ulteriori informazioni.
 


Condividi