Cani vaganti e randagi

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Cosa Fare

Comma 2 Art. 110 L.R. 33 del 30/12/2009: Chiunque ritrovi un cane vagante è tenuto a darne pronta comunicazione al Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASL ( omissis ) o alla Polizia Municipale del Comune in cui è avvenuto il ritrovamento stesso, consegnandolo al più presto al canile sanitario o fornendo le indicazioni necessarie per il suo ritiro.


- Il Servizio Veterinario dell’ASL o la Polizia Municipale provvederanno, per quanto di competenza ed avvalendosi di ditte specializzate, al ritiro o alla cattura ed al successivo trasferimento dell’animale presso il canile sanitario di riferimento.

- La cattura dell´animale è favorita se si riesce ad indurlo e mantenerlo temporaneamente sotto il proprio diretto controllo, in ambienti confinati (giardini, cortili, autorimesse, ecc.). Gli interventi per la cattura di animali poco avvezzi al contatto con l’uomo, e diffidenti o timidi, in spazi aperti con ampie possibilità di fuga, o di rifugio in anfratti nascosti, non hanno quasi mai successo e possono comportare gravi rischi per la sicurezza o la salute dell’animale stesso.

- L’intervento di cattura “fai da te” di un animale randagio è assolutamente da proscrivere: anche a causa dei numerosi rischi igienico sanitari (rabbia, parassitosi, infezioni, morsicature) e di sicurezza personale che esso comporta.

- Tuttavia quando non è messa a rischio la sicurezza personale o di cose (animali docili o particolarmente socievoli), previa comunicazione al Dipartimento Veterinario dell’ASL è comunque possibile, muniti di un documento di identità, consegnare direttamente l’animale al canile sanitario durante gli orari di apertura del canile municipale fornendo le proprie generalità e circostanziando per iscritto il luogo e la data del ritrovamento.

- L’organo che riceve la segnalazione del ritrovamento deve prontamente comunicarla ai fini della registrazione nell’anagrafe canina. I cani randagi sono per legge di proprietà del Comune dove è avvenuto il ritrovamento, che deve essere informato dell´evento.

Una volta ricoverato in isolamento nel Canile Sanitario dell’ASL l’animale, sempre che non necessiti di cure più urgenti (vedi poi cani feriti o gravemente ammalati), verrà sottoposto nel più breve tempo possibile a visita clinica da parte di un Veterinario Ufficiale che provvederà a una prima verifica dello stato di salute e alla ricerca di contrassegni di identificazione (microchip o tatuaggi) che consentano di risalire a un eventuale proprietario registrato in anagrafe canina e, in caso di riscontro positivo, alla notifica allo stesso del ritrovamento.

La notifica del ritrovamento del cane al proprietario o detentore, comporta l’obbligo del ritiro entro cinque giorni dalla comunicazione. La restituzione dell’animale di proprietà avviene recandosi presso il Canile Sanitario negli orari di apertura della struttura o previo accordo telefonico con i veterinari del Distretto di Medicina Veterinaria dell’Asl che gestisce il Canile Sanitario.

Nel caso in cui non sia possibile risalire a un proprietario attraverso dei contrassegni di identificazione il cane viene iscritto, previa applicazione di un microchip, all’anagrafe canina regionale in proprietà al Comune in cui è avvenuto il ritrovamento. Trascorso il periodo di osservazione sanitaria previsto dal vigente Regolamento di Polizia Veterinaria il cane, sottoposto ad opportune misure di profilassi diretta e indiretta, verrà dimesso verso il Canile Rifugio, convenzionato con il Comune proprietario dell’animale, presso il quale potrà essere richiesto in affido temporaneo a scopo di adozione definitiva.




 


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